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        THE DREAMER

A Rock Musical

 

Un’idea di Stefano Rocchi, Gi anfranco Bianchi e Monica Petroni

Libretto di Monica Petroni

Liriche di Stefano Rocchi e Russell Hall

Musiche di Gianfranco Bianchi


Noi Autori stiamo cercando un produttore che voglia mettere in scena lo show
 

Il riassunto:
 

Per riuscire a salvare se stesso e combattere il grigiore dei suoi giorni un uomo, sognando, crea i personaggi che lo aiuteranno nella ricerca di quei sentimenti, certezze, facoltà e valori che pensava di non avere più ma che sono ancora dentro di lui, nella sua anima, in un posto colorato chiamato Soul, al riparo dal potere del Tempo e del Destino.
 

I personaggi sognati acquistano una vita propria ed interagiscono con il Sognatore, trasportandolo in un mondo irreale ma simbolo del suo grigiore, facendogli capire che solo cambiando il proprio destino, trovando il tempo per ricordare se stesso, potrà ritrovare la gioia, riacquistare fede e speranza, ricominciare ad amare e ad usare quei valori che colorano la vita.
 

I personaggi che popolano l’Anima possono così rivivere e riunirsi con la parte grigia e razionale nel Sognatore, per farlo tornare una persona completa.
 

La contrapposizione tra grigio e colore, la certezza che il destino esiste ma che si può cambiare, la necessità di trovare tempo per capire se stessi ed avere fiducia nelle proprie capacità, l’importanza di riscoprire la propria anima e di farla interagire con la vita di tutti i giorni: sono le caratteristiche di questo spettacolo, che riuscirà a coinvolgere le tante, forse troppe persone che pensano di essere diventate ormai grigie.
 

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THE DREAMER può essere proposto sia in versione MUSICAL che in versione CONCERTO.
 

Le liriche sono in lingua inglese e la prosa, nata in italiano, può essere tradotta nella lingua del paese in cui viene rappresentato.
In Italia riteniamo necessario proiettare su uno schermo visibile al pubblico le traduzioni in italiano delle liriche.

 

Il musical necessita di performers, cioè artisti in grado di cantare, ballare e recitare, dotati di caratteristiche fisiche adatte al personaggio che devono interpretare.

Nella versione concerto, ovviamente, non importa l’aspetto fisico e non è necessario saper ballare.

Il musical è uno spettacolo impegnativo, sia dal punto di vista artistico che da quello economico. Si può fare un paragone con la lirica: ci sono un po’ gli stessi elementi (costumi, scenografie, luci, regia, ecc) ma in più c’è il balletto e ogni performer è microfonato (per cui ci vuole un’attenzione particolare all’aspetto fonico).

In tutte e due le versioni (MUSICAL e CONCERTO) ci vuole un’orchestra che suoni dal vivo.

E’ possibile usare le basi musicali invece dell’orchestra, nel caso in cui la produzione abbia necessità di ridurre i costi, ma ovviamente lo spettacolo andrebbe fatto con l’orchestra per dare il suo meglio.
 

Noi autori abbiamo depositato lo spettacolo alla sezione DOR della SIAE e, per il primo anno di rappresentazione, vorremmo soltanto che venissero pagati i diritti d’autore alla SIAE (e cioè il 15% del prezzo del biglietto, al netto dell’IVA). Dal momento in cui verranno coperte le spese, noi autori vorremmo una percentuale aggiuntiva sugli incassi (da concordare).

Essendo questo spettacolo inedito, noi autori abbiamo la necessità di avere l’ultima parola dal punto di vista artistico, cioè non vogliamo che il nostro stile sia modificato perché lo spettacolo porta la nostra firma ma siamo disponibili a qualunque modifica, al fine di migliorare il copione il più possibile, a patto che queste modifiche siano concordate e non imposte.
 

Qualche numero:
 

Lo spettacolo è composta da due atti.
Il primo si chiama ATTO GRIGIO ed il secondo ATTO COLORATO.

Le canzoni sono 34, di cui 7 strumentali, e hanno una durata totale di 96’.

I dialoghi recitati hanno una durata di circa 15’ (ma ci sono anche dialoghi all’interno di alcune canzoni).

La durata complessiva dello show è di 1h 50’ (5’ in più per considerare applausi e cambi di scena).
 

I personaggi principali sono 15, per cui l'ideale sarebbe avere in scena 15 performers (come riferimento all’estensione vocale sono 4 tenori, 2 baritoni, 2 bassi, 3 contralti/mezzo soprano, 2 contralti, 2 contralti drammatici). E' possibile ridurre il numero di performers a 9, se necessario.

Lo stile delle musiche è pop - rock con riferimento agli anni ‘70/80.  I cantanti, oltre ad avere un’ottima pronuncia inglese, devono avere l’attitudine a cantare in questo stile e devono avere un’ottima estensione vocale e ottima tecnica, perché le melodie sono impegnative, ci sono molti salti improvvisi e viene sfruttata tutta l’estensione umana maschile, arrivando però solo al mezzo soprano per quella femminile. Le melodie hanno spesso un andamento sincopato e ci sono spesso cambi di tempo e velocità all’interno di uno stesso brano.

 

Il numero ideale di elementi d’orchestra è 23, e cioè:

- N° 4     VIOLINISTI

- N° 3     VIOLISTI

- N° 1     VIOLONCELLISTA
- N° 1     CONTRABBASSISTA

- N° 1     TROMBETTISTA

- N° 1     TROMBONISTA

- N° 2     CORNISTI

- N° 1     FLAUTISTA

- N° 1     SASSOFONISTA (Sax tenore e Oboe oppure Sax tenore e Clarinetto)

- N° 1     SASSOFONISTA (Sax soprano e tenore)

- N° 2     TASTIERISTI

- N° 1     BATTERISTA

- N° 1     BASSISTA (elettrico 5 corde, fretless 4 corde)

- N° 1     PERCUSSIONISTA (timpani, conga mute, congas, tambourine, maracas, bongos, triangle, bell tree, cabasa, guiro, vibra-slap, claves, sinth tom)

- N° 1     CHITARRISTA (Elettrica e classica)

- N° 1     CHITARRISTA (Jazz e classica)


Se possibile, il numero di archi andrebbe raddoppiato (18 elementi invece di 9).
 

La storia di come nasce
THE DREAMER

 

Lo spettacolo nasce dall’idea di Stefano Rocchi e Gianfranco Bianchi di creare uno spettacolo per la Compagnia Zenit, fondata nel 1987 da Gianfranco Bianchi per mettere in scena l’opera rock “Jesus Christ Superstar” in lingua e tonalità originale, nella quale Gianfranco Bianchi ricopriva il ruolo di Caiaphas, Stefano Rocchi cantava la parte di Judas e Russell Hall la parte di Pilate. “Jesus Christ Superstar Live” andò in scena in alcuni teatri italiani. La Compagnia fu ospite di Pippo Baudo in un programma in diretta sulla RAI.
 

“The Dreamer” ha avuto una nuova stesura quando Gianfranco Bianchi ha coinvolto la moglie, la poetessa Monica Petroni e Russell Hall per trasformare lo spettacolo, inizialmente un’opera rock, in un musical. Monica Petroni ha quindi rivisto e modificato la storia inventando il personaggio principale (The Dreamer), trasformando la storia (che inizialmente era una favola) in un sogno fatto dal protagonista, scrivendo la prosa, cioè i dialoghi recitati.

Russell Hall ha modificato alcune liriche scritte da Stefano Rocchi per adattarle al nuovo copione, riscrivendo anche completamente alcuni brani.
 

E’ stato inciso un DEMO, cioè 2 CD suonati e cantati.
 

Successivamente, una performer milanese, trovando sul web il sito internet dello show, ha contattato gli autori, coinvolgendoli in un percorso di quasi 2 anni, nei quali lo spettacolo è stato modificato in più parti; in particolare sono stati eliminati 4 brani e scritti 10 nuovi. La prosa è stata ampliata , è stato rimodificato il copione e, della nuova versione del 2019, oltre agli spartiti, le partiture orchestrali, la traduzione del copione in inglese e le basi musicali realizzate con Cubase (un software professionale), è stata realizzata una registrazione del table read cantato, sulle basi, da 9 cantanti, che hanno interpretato tutte le 15 parti solistiche e i cori.

La collaborazione con la performer milanese è stata interrotta nel giugno ’19 a causa di divergenze di varia natura.

 

Attualmente stiamo cercando un produttore che voglia mettere in scena lo show e, visto che le canzoni sono in inglese, lo reputiamo più adatto ad un mercato estero.